©2022 Sarabanda Associazione Culturale.

D-DANCE

Nell'ambito del progetto D-Vertical

D-Dance by D-Vertical Project

LABORATORIO D-DANCE

Nell’ambito del progetto D-Vertical

>> Percorso formativo per cuori senza gravità

Laboratorio a cura di Vertical Waves Project, con Marianna Andrigo
Rivolto a ragazzi dai 13 ai 18 anni, anche senza alcuna esperienza specifica nello sport o nelle arti del movimento.
La danza verticale utilizza facciate di edifici, palazzi, torri… per trasformare la parete verticale in un palcoscenico nel quale portare la danza con tutto il suo potere espressivo.
Il corpo si trova così distante da terra, grazie all’utilizzo di imbraco, funi, moschettoni.

Essere in aria porta alla creazione di nuove radici che affondano nel senso di libertà, nell’emozione delle acrobazie, nell’intelligenza di apprendere la tecnica e metterla al servizio delle proprie urgenze creative. Collaborazione, responsabilità, passione, ecco quanto ci servirà per per generare una forza di gruppo che arrivi a tutta la città.

E infatti D Vertical è ancor di più: aggiungere nuove abitudini a un luogo, tracciare impronte sul cemento, aver per tetto il cielo e trasformare così un angolo di città, assieme…

>> Conosciamo VERTICAL WAVES PROJECT e Marianna Andrigo

Marianna Andrigo è performer, coreografa, trainer. Inizia a lavorare con la danza verticale, come interprete, nel 2004 e fonda la compagnia Vertical Waves Project nel 2010.

Da oltre quindici anni, Marianna sviluppa e conduce progetti di formazione nell’ambito della danza contemporanea e verticale, che mirano a raggiungere giovani e giovanissimi. Il suo lavoro si accompagna all’ambito sociale, proponendo pratiche creative che stimolino i ragazzi a dialogare con le proprie capacità di movimento e di relazione con sé stessi e con gli altri.

Con la compagnia Vertical Waves Project, produce performance site-specific che utilizzano architetture e nature come luogo performativo. La sua ricerca ibrida un percorso linguistico che indaga la cinetica, la resistenza e il dettaglio con un percorso compositivo che fa dello spazio l’elemento originario del linguaggio coreografico.