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IL GIOCO

Di Graziella Chilosi

PRESENTAZIONE

> Venerdì 28 novembre – H 18,00

Il gioco

Di: Graziella Chilosi (PAV Edizioni)

Evento a cura di AMA Associazione Abitanti della Maddalena

Graziella Chilosi in dialogo con Davide Bressanin

Presentazione del nuovo romanzo dell’autrice Graziella Chilosi “Il gioco”, edito da PAV Edizioni per la collana Rosso Vermiglio.

Il testo è distribuito da Libro.co Italia, ordinabile in tutte le librerie e reperibile su tutte le piattaforme online, anche in versione digitale su Amazon.

“Il gioco”
«Ti nascondi, Sara? Ti è sempre piaciuto giocare, vero?»

Sara Benelli è una donna italiana che vive nella regione di Parigi, decisa e indipendente, spesso egoista, senza figli e assorbita dal proprio lavoro di redattrice.
Quando, il sabato precedente la Pasqua del 2013 esce di casa sola, all’alba, per il jogging abituale, un uomo misterioso la aspetta nella foresta.
Nessuno sa fin dove si spinge a correre da qualche tempo, nessuno la cercherà, nemmeno suo marito, che da tempo ha imparato a non mettere in discussione le sue decisioni.

Chi è quell’uomo che conosce il suo nome? Perché vuole ucciderla?
Intrappolata nella vecchia prigione abbandonata, Sara dovrà presto fare i conti con quel passato che aveva tentato di seppellire con tanta determinazione.
Un viaggio nel tempo lungo trent’anni, tra Italia e Francia, costellato di musiche e di ricordi, dal quale Sara rischia di non uscire viva. Fino a che punto si può giocare col fuoco senza bruciarsi?

Graziella Chilosi
Questa storia è venuta a me quando uscivo presto la mattina, verso le 6, per andare a correre, proprio come Sara.
Come Sara, lasciavo volentieri il telefono a casa per essere irreperibile, smettere di esistere in quanto madre, moglie e grafica e diventare solo passi, respiro, sudore, ritmo, un corpo che fa meccanicamente solo ciò per cui è stato progettato, come un motore.

Durante queste sedute di meditazione, involontariamente, piano piano, si è insinuato un “…e se…?”.
Da sempre avida lettrice e spettatrice di thriller, horror, spionaggio, inchieste, processi, ne ho viste di cotte e di crude e ho constatato che raramente la realtà è clemente come nei romanzi e nei film.
Ho sempre dunque avuto la tendenza a immaginare scenari terribili, per tutto.
Non sono ansiosa o pessimista, ho solo bisogno di prepararmi sempre al peggio, per non farmi cogliere di sorpresa sia emotivamente che logisticamente.
In altre parole, ho sempre cercato di allenare il mio sangue freddo per reagire nel miglior modo possibile in qualunque situazione.
È un mondo duro, là fuori, baby.
Una volta pronti, se ne può ridere e far finta che nulla ci tocchi davvero.
Aggiungiamo agli ingredienti una discreta dose di rimessa in causa, da buona quarantenne, all’epoca, attraverso la rivisitazione di episodi marcanti del passato, tra famiglia, amori e amicizie.

“…E se…?”.

E se avessi avuto torto, quella volta? E se con la mia aggressività, con il mio sarcasmo avessi lasciato dei segni indelebili, insospettabili, in quella persona fragile, sensibile?
E se la cattiva fossi io?

Da questo si è sviluppata e ha preso lentamente forma la storia, che all’inizio si intitolava “Mai giocare col fuoco”.
Non ho risparmiato niente, ho inventato poco, ma ho mescolato tutto.
È stato catartico e terapeutico crearla, scriverla e viverla ogni volta.

La musica, che per me è sempre stata fondamentale, accompagna ogni tappa della narrazione, sia come sottofondo che come catalizzatore di emozioni e reazioni.
Forse, più che un vero thriller, è un viaggio interiore fra le rovine di ciò che non si può più cambiare.