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FROM CLARK TO MILES

Omaggio a Clark Terry e Miles Davis

CONCERTO

> Venerdì 8 Maggio – H 21,00

FROM CLARK TO MILES

Omaggio a Clark Terry e Miles Davis

In collaborazione con Centro Jazz Genova

L’8 maggio 2026 alle ore 21 andrà in scena un omaggio a due iconici trombettisti jazz, Clark Terry e Miles Davis con la partecipazione di Luca Begonia (tromba e flicorno), Aldo Zunino (contrabbasso) e gli allievi del corso di Musica d’Insieme dell’associazione Centro Jazz Genova.

Va sottolineato che Luca Begonia e Aldo Zunino hanno avuto il privilegio di condividere con Clark Terry preziosissimi momenti di musica su palchi internazionali e in studio di registrazione.

CLARK TERRY (nato a St. Louis – classe 1920) non è stato solo un musicista, è stato l’incarnazione della gioia nel jazz. Con la sua tromba e il suo flicorno, ha dipinto un’epoca dorata, portando un’eleganza tecnica e un calore umano raramente eguagliati nella storia della musica afroamericana. È stato tra i primi a sdoganare il flicorno nel jazz, trasformandolo in uno strumento solista capace di sussurrare ballate malinconiche o di esplodere in fraseggi agili e brillanti, un esempio i dischi “In Orbit” (Riverside, 1958) e “The Happy Horns” (Impulse, 1964). Va ricordato che è stato uno dei principali solisti delle big band di Count Basie e Duke Ellington. Con il suo celebre stile vocale mumbles, Terry ha ricordato al mondo che il jazz è anche gioco, improvvisazione pura e capacità di non prendersi troppo sul serio, pur restando un virtuoso assoluto. Clark Terry ci ha insegnato che la musica è una conversazione tra amici.

MILES DAVIS (nato a St. Louis – classe 1926) è stato un artista visionario che ha saputo creare con la sua tromba sonorità innovative per l’epoca come il leggendario disco “Kind of Blue” (Columbia, 1959), ha insegnato al mondo che la vera forza risiede nella sottrazione, rendendo il jazz un’esperienza modale, intima e universale. Spigoloso, enigmatico e profondamente moderno, Miles ha vissuto con lo sguardo sempre rivolto al futuro, diventando un’icona della cultura popolare. Dalla rivoluzione del cool jazz alle sperimentazioni elettriche di “Bitches Brew” (Columbia, 1970), Davis ha rifiutato di restare fermo in un genere, preferendo distruggerlo per crearne uno nuovo.