©2024 Sarabanda Associazione Culturale.

CORO GREGORIANO

di Alessandro Arienti

> Venerdì 29 Marzo, ore 19.00

SACRO E PROFANO

Coro gregoriano di Alessandro Arienti
Una meditazione in musica

Offerta libera

Il coro del maestro Alessandro Arienti da 25 anni ricerca le tecniche per ricreare quelle frequenze, silenzi, armonie, sonorità che i primi cristiani praticavano  per coltivare stati d’animo attraverso il canto quali coraggio, speranza , tranquillità, fiducia , fratellanza ecc .

Per questo i nostri concerti Ci piace definirli una meditazione in musica.
In questi anni ha tenuto concerti in chiese gotiche, romaniche barocche , in teatri, auditori e spazi non dedicati alla musica.
Il concerto Sacro e Profano prevede una azione scenica che riprende lo stile essenziale e crudo che nel canto il coro  ha messo a punto negli anni.

Essenziale e crudo si rifanno al mondo di A. Artaud e al lavoro di J. Grotowsky , il nostro concerto e l’azione scenica annessa non rappresentano o raccontano storie da ammirare o in cui immedesimarsi, ma creano suoni e atmosfere per far si che per chi ascolta e per chi canta sia un momento di presa di coscienza e nonché un momento di scoperta o crescita di quelle sensazioni suddette di coraggio forza , fiducia e tranquillità.

Il repertorio prevede brani dal 400 al 1100 D.C.. Il canto gregoriano si articola in otto modi, ogni modo è caratterizzato da sequenze melodiche con intervalli parole accenti sequenze ritmiche che che sostengono una qualità specifica dell’individuo e della comunità.

Il primo modo e il secondo modo sono modalità che rafforzano le qualità terrene, profane, dell’individuo , aiutano l’uomo a prendere coscienza di se nel contesto comunitario e dell’ambiente. Nel primo modo la terra e i sentimenti , sono al centro della strada di conoscenza .

Il terzo e il quarto modo incominciano a essere un passo avanti nel percorso che l’uomo fa per connettersi alle qualità  che gli appartengono ma sono fuori da sé : Connettersi non solo alla comunità intorno a lui ma anche al sacro che si può chiamare Dio o natura o inconscio  collettivo o archetipo.

Sono due modi, il terzo ed il quarto , in cui si sente la difficoltà , il dramma dell’uomo quando cerca di iniziare questo percorso, il dramma che si vive quando si inizia a connettere il profano con il sacro.

Nel quinto e sesto modo gli elementi musicali rafforzano la connessione già avviata dell’ uomo con quel mondo che  chiamiamo sacro ma non  inteso in termini religiosi  bensì inteso come un  mondo che supera L’io  pur mantenendo e approfondendo una  coscienza di se . Il mondo del sacro. Ossia quando il mondo interiore e quello esterno si connettono in maniera proficua e senza attriti.

Il settimo e ottavo modo ci aiutano a far diventare questa  connessione tra elementi terreni e sacri dell’uomo  piena . Connessione dove L’uomo ha compiuto il il viaggio che lo ha messo in relazione con il divino , da questo viaggio ritorna con l la capacità di mantenere la coscienza piena di se arricchita della capacità di comprensione della relazione tra se e il non se, la non dualità e l’impermanenza .

Offerta libera